“Il coraggio è il prezzo che la vita esige per garantirci la pace interiore, l’anima che non sa questo, non sa liberarsi dalle piccole cose; non conosce la livida solitudine della paura, né l’altezza della montagna da dove si prova l’amaro piacere di ascoltare il rumore delle ali. Come può la vita garantirci il dono di vivere, di ricompensarci delle deprimenti abiezioni e dei grandi odi, se non assecondiamo l’imperativo dell’anima? Ogni volta che facciamo una scelta, la paghiamo con il coraggio di guardare un brutto giorno e di considerarlo bello”... (da una lettera di Amelia Earhart al marito, George Putnam)
Sacre parole, quelle di Amelia... Vorrei poter chiudere gli occhi ed incontrarla in un'altra dimensione per chiacchierare con lei... Le direi quanto mi piacerebbe vedere la mia vita allineata alla sua... Fare mio il suo coraggio... Oggi, che sento imprigionata ogni mia cellula in un destino mediocre che, mio malgrado, non riesco a modificare... C'è che mi ha "etichettata" come "arrabbiata atavica"... Ho spiegato le mie ragioni. E' vero. Sono incazzata nera ma è l'unica difesa che mi resta per non ripiombare nel vittimismo e nel carcere della depressione...
Nello stesso momento in cui lasciammo la terra, sentii che dovevo volare”…
Mia cara Amelia... Anch'io vorrei lasciare la terra come hai fatto tu infinite volte e provare l'ebrezza di volare... Purtroppo, non mi è dato di farlo o forse non ne sono capace... Anzi, leviamo il forse, NON NE SONO CAPACE... NON SONO IN GRADO DI SPICCARE IL VOLO COME HAI FATTO TU... NON NE HO IL CORAGGIO! ALZARE LE TENDE E VIA...OGGI, NON E' DA ME...
“Khakk chiama Itasca. Dovremmo essere sopra di voi, ma non riusciamo a vedervi. Il carburante sta finendo…”
A nulla valsero gli sforzi per farsi notare. Probabilmente l’aereo si era perso ed era precipitato nel mare...
Probabilmente anch'io mi sono persa e sto precipitando in caduta libera...
Da quando Amelia precipitò con il suo aereo, la sua sorte è entrata nel mistero. Tutte le spedizioni di ricerca dei resti, nel corso degli ultimi 70 anni circa, non hanno dato alcun esito...
“Sappi che sono consapevole dei rischi che corro; se lo faccio è perché voglio farlo. Le donne devono provare a fare ciò che fanno gli uomini e, quando falliscono, il loro fallimento deve essere una sfida per le altre”.
Cara Amelia, con profonda stima oggi ti dedico il mio ennesimo fallimento... nella speranza di vedermi un giorno vincente in quell'ultima sfida racchiusa in me... 
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Z è una formica operaia, nevrotica e insoddisfatta. Con altri milioni di formiche collabora alla costruzione di un nuovo formicaio, sentendosi inutile e comunque diversa dagli altri. La notte, al bar, sospirando accanto al suo migliore amico, Weaver, un enorme formica soldato dal cuore d'oro, Z ascolta i discorsi ubriachi di una formica che sostiene di aver conosciuto l'Insectopia, un posto magico dove ogni insetto vive felice la sua indipendenza, rinfocolando il principio del "pensa per te e non seguire gli ordini" che sta maturando sempre di più in Z...
"Mi sono sempre sentito a disagio in una grande città, non ho mai avuto attenzioni da parte di mia madre, mio padre è volato via quando ero solo una larva e non l'ho mai più visto... ci deve essere un posto migliore per me!".
"Bene, dice lo psichiatra a Z, siamo arrivati al nocciolo della sua analisi... Da questo momento in poi si sentirà meglio perchè ha accettato di essere insignificante...